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Parco Villa Gregoriana

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Foto di Villa Gregoriana

La Villa Gregoriana, organizzata sul baratro dell’antico passaggio dell’Aniene, costituisce una mirabile sintesi tra il paesaggio naturale e quello antropizzato che ad esso si sovrappone mimeticamente.

Il primo spettacolo è costituito dalla visione del salto della Grande Cascata, grandioso e impressionante per l’impeto e il fragore delle acque, le quali si infrangono con i colori dell’iride. Scendendo più in basso, il buio, determinato dal verde cupo dei lecci, dei cipressi e dei pini, è l’elemento predominante. Di nuovo è di scena l’acqua che precipita davanti la Grotta di Nettuno, formando un laghetto che si inabissa in un’altra grotta: la Grotta delle Sirene. Il fiume così scompare.

Ancora oggi, acqua, terra e flora si uniscono e fanno rivivere al visitatore il concetto romantico del sublime. Va detto anche che uno degli aspetti più caratteristici della Villa scomparve con il crollo di una grande arcata naturale di rocce che dava l’accesso alla grotta di Nettuno, avvenuto nel febbraio del 1826, a seguito di un’altra eccezionale piena.

La Villa Gregoriana, impiantata sull’antica villa romana di Manlio Sopisco, fu costruita nel 1834 secondo le direttive del cardinale Rivarola ed eseguita sotto il controllo di mons. Massimo e dell’architetto Folchi. Accanto all’esaltazione della componente naturalistica dell’acqua si prestò particolare attenzione all’aspetto flogistico, così che non si impiantò una sola specie arborea, ma “per schivare la monotona uniformità e far che non manchi tutto il largo possibile per ciò che alla grazia e novità pittorica può appartenere”, furono scelte varietà diverse tanto da giocare anche sugli effetti cromatici oltreché estetici. Trovarono così sede naturale cipressi, pini, siepi di bosco, lauri e anche salici e pioppi.

La Villa Gregoriana può essere presa a modello per ciò che riguarda l’architettura del paesaggio artificiale.

 

Per conoscere gli orari di apertura ed altre informazioni utili clicca qui.

 

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